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Produzione

Giorgio Cocchi, frammenti biografici.

Nato a Bologna il 21 settembre 1933, Cocchi apprende dal padre i primi rudimenti della lavorazione del ferro.
All'inizio degli anni sessanta ottiene i primi consensi e le prime favorevoli recensioni sui quotidiani e le riviste d’arte.

A metà degli anni settanta, nascono i lavori forse più noti, sempre negli anni settanta riceve il prestigioso invito dal CONI con contratto pluriennale per un “bronzo del ciclista” da donare ogni anno al miglior atleta dell’anno in campo nazionale (il primo sarà consegnato al campione Francesco Moser).

Con inizio dal 1979 viene invitato ripetutamente alla Biennale Internazionale del Bronzetto Dantesco a Ravenna, dove consegue premi e critiche lusinghiere.
Alterna lavori in bronzo con altri in ferro battuto con il suo stile inconfondibile.
Fra le altre opere annoveriamo le dodici notevoli tavole bronzee raffiguranti episodi della vita di Gesù, che ornano i portali della chiesa parrocchiale di Molinella ed inaugurate nell’aprile del 1985.

I suoi interessi non sono solo artistici: animato sempre da grande spirito creativo si fa promotore in prima persona di molteplici iniziative divenendo punto di riferimento nelle attività culturali del territorio.

Nell’ultimo decennio è stato molto attivo finché non è intervenuta la malattia, in gran parte conseguenza fatale di un’esistenza trascorsa fra i fumi del laboratorio: la morte sopraggiunge il 3 giugno 2001.

Il luogo di lavoro è rimasto come egli lo ha lasciato, fucina delle sue opere anche in senso metaforico: ovunque ferri battuti o frammenti trattati a fuoco che rendono ancora palpabile la sua presenza.

Un artista, un poeta ma soprattutto un grande uomo.