Collezione
EZIO RAIMONDI
…. Il suo doveva essere un museo vivente, dove l’immaginazione si fonde con il quotidiano e il sogno con il reale e in cui si iscrive una storia, un’esperienza individuale in dialogo con il mondo delle forme e con le interne pulsioni dell’esistenza. […]
Anche se non rinuncia alla propria esperienza di pittore, con il grande ciclo sulla resistenza e sulla fine del fascismo, Brindisi fa parlare soprattutto la passione e la tenacia del collezionista, che vuole dare testimonianza delle tendenze e dei movimenti più rappresentativi del suo tempo e non si stanca di cercare e indagare, come in un libro a struttura aperta che chiede continui ritocchi. Ne nasce così un’interpretazione del Novecento figurativo nell’ottica di un protagonista, cominciando dai “maestri storici” e passando ai “compagni di strada” e alla “generazione di mezzo” sino ai più giovani, a cui appartiene anche il futuro. E dietro ogni quadro s’intravvede sempre il collezionista vigile e attento, pronto all’acquisizione o allo scambio, come consente il mercato o il libero rapporto dell’amicizia: ed è una capitolo sostanzioso di sociologia dell’arte da aggiungere a quello principale dello stile e del gusto, dell’invenzione e della ricerca.
Ezio Raimondi, da Casa Museo Remo Brindisi. Una collezione d’artista, Bologna, Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2005